Museo Parrocchiale

Nei secoli, i fedeli hanno offerto alla chiesa numerosissimi “ex voto” in oro e argento: rosari in filigrana sarda, agnus dei, anelli, collane, spille, orecchini, croci, e interessantissimi amuleti, con funzione per lo più apotropaica, della millenaria tradizione isolana (pinnadellu, kokko, occhio di S. Lucia, S’ave e mare, pietra da latte).

Diversi anche i gioielli del costume tradizionale maschile e femminile: gancere in argento, ispuligadentes, e i caratteristici strumenti della settimana santa ( matracula, ranedda, thichirria), oltre a diversi paramenti sacri ( alcuni ricamati in oro e seta) per lo più di fine ottocento e dei primi del novecento.

Un attenzione speciale merita il ricco fondo librario che la parrocchia ha ereditato da alcuni illustri sacerdoti talanesi: Il Canonico Raffaele Murru, e soprattutto Monsignor Giovanni Basilio Murgia. Quest’ultimo, laureato in teologia a Savona, divenne canonico penitenziere della cattedrale di Tortoli nel 1893, vicario generale del vescovo Salvatore Depau-Puddu nel 1903, vicario capitolare della diocesi di Ogliastra negli anni di sede vacante 1906-1910. I libri in buono’ stato di conservazione, coprono un arco temporale che va dai primi decenni del sec. XVII ai primi del sec. XX, e sono per lo più di argomento teologico, filosofico, canonistico.

Museo Parrocchiale